Artur Scantini Blog

mercoledì, febbraio 27, 2008
REALITY IL POLLAIO:

Domenica è scoppiato il conflitto transgenerazionale fra Cocco ed il galletto giovane. Questo aveva finora subito ed accettato la leadership del vecchio con molta noncuranza, quasi con giovanile leggerezza. Da qualche giorno sembrava più agitato, oltre ad essere ormai diventato più alto del padre. Domenica mattina uscendo ho visto che si azzuffavano furiosamente. Il combattimento è durato diversi minuti, violento. Alla fine il giovane galletto bianco aveva tutto il petto rosso di sangue e la cresta un po’ malconcia, e si è ritirato dalla lotta, rimanendo in disparte a guardare il vecchio Cocco che continuava la vita di prima con seguito di galline a cui non permetteva neanche di avvicinarsi. Gli aveva dato una lezione. Il giorno dopo passa cosi, il giovane rabbioso ed in disparte.
Il successivo di mattina presto sono ancora lì che si battono. Con più furia, con più violenza, impossibile separarli, erano animati da una forza incontenibile. Adesso è soprattutto il giovane, che evidentemente ha avuto un recupero di forze più pronto, che è furente e sembra prevalere. Scontri con il petto, morsi e beccate violente, urli. Ho provato ad interrompere con calci, lancio di oggetti, lancio di getti di acqua, niente da fare. Breve pausa, forse si calmano, vado a lavorare. Mi arriva un messaggio: Cocco in fin di vita.
Al ritorno la scena è brutta: c’è Cocco vinto, che si è nascosto sotto della legna accatastata, spunta solo la coda, è immobile, ma respira, in balia della furia del giovane, che sale sulla legna e canta ed urla tutto insanguinato, ancora di più, come dovevano essere le urla belluine. Si sente anche un forte odore di sangue. Una scena di violenza enorme. Copriamo Cocco con delle reti per impedire che venga ancora colpito e perchè possa stare un pò in pace. Il giovane è sopra questa specie di castelletto di legna e cerca ancora di beccarlo. Cocco sembra morto, forse lo è, speriamo ce la faccia. È quasi sera il giovane, eccitato, lascia il posto di combattimento e va a dormire sull’albero solito. Cocco rimane li per un po’, immobile, faccio un giro, torno a vedere come sta e non è più sotto la legna, non lo vedo più , lo cerco dovunque, poi arriva il buio. Sarà andato a cercarsi un posto per morire. Mi viene un senso di malinconia. Arriva mio figlio e cerca di rincorrere il giovane con un bastone e gli dice “figlio di puttana”. Ce ne torniamo a casa.
Al mattino dopo perlustro il giardino tutto bagnato per la pioggia della notte, notte in cui ho lavorato, c’è il gruppo delle bianche, con il galletto con il petto ancora tutto sporco di sangue ma vitale, e non vedo Cocco. Inizio a girare per cercarlo e sento un canto dall’altra pare. E’ lui in disparte ma vivo. E’ scuro di suo, ma si intuisce il sangue. Ma è vivo e canta li nell’angolo dove ci sono i carciofi.



 
Ho letto che il materiale con cui sono fatte le pentole non aderenti ha una struttura che si spiega pensando a cinque dimensioni. Come al solito non ci ho capito niente, ma oggi pensavo alla frittata che si insinuava nel pertugio fra la quarta e la quinta dimensione. Ho sempre sognato di avere una amica fisica che mi spiegasse queste teorie immaginifiche, lo spazio-tempo incurvato, le stringhe, mentre bolle l’acqua del te. E me le facesse almeno intuire, le teorie delle bustine.



 
lunedì, febbraio 25, 2008
L’arancione è un bel colore. Escluso il semaforo.

Ho sognato che chiedevo a un girasole cosa ne pensa della luna.



 
venerdì, febbraio 22, 2008
Piantare a terra salcini, aumentare i gialli-arancioni di questo nostro mondo.



 
Aggiornamento pollaio: uno dei due pulcini è morto qualche giorno fa , credo il freddo sia stato fatale. Quello che è sopravvissuto da ieri sera è come si fosse svezzato. Dorme sull'albero. Dormire sull'albero per i polli è una tappa importante. Sul ramo, in alto, ma sempre sotto la mamma.




 
giovedì, febbraio 21, 2008
Sull'autobus di Veltroni vedo bene Di Pietro come bigliettaio.

E comunque mi piacevano di più gli autobus di Kesey e dei Merry Pranksters. Più colore.

Gli anni 70 li ho vissuti vagamente negli anni 70. Molto più realmente negli anni a venire. Un futuro proiettato nel passato. Il bello è che adesso posso rimpiangere i 70 che c'erano negli 80, o 90, parliamo del secolo scorso. E confondere un pò le idee al rimpianto, cercando di fregarlo e tacciandolo di falsità. Evviva il presente.



 
martedì, febbraio 19, 2008
Forse non tutti sanno che: in Moldavia il disinfettante per le ferite non è rosso , ma verde.

Esiste ancora la birra Kanterbrau?

Stasera ho cenato con gorgonzola e birra. Siccome era la cena di prima degli esami mi è venuta un pò di ansia. Questa attenzione su temi alimentari mi preoccupa un pò.



 
Mi hanno rotto la peonia.

Ognuno ha le sue madeleine proustiane. A me l'altro giorno si sono aperti ricordi a cascata mangiando cime di rape stufate con le cipolle. Quell'amarognolo sublime mi ha immediatamente proiettato allo stadio san paolo di napoli, dove vendevano dei panini con le cime di rape brodose e la salsiccia. Napoli-Cagliari anno del signore beato 1970, credo, l’anno dello scudetto del cagliari. Poteva essere il 71, ma siccome in campo c’era gigi riva, direi che era il 70 , visto che nel 71, si infortunò. Ricordo benissimo il viaggio in macchina, l’arrivo nei pressi dello stadio, la folla, i personaggi che mi affascinavano e turbavano al tempo stesso. Signori con pancioni enormi, con birre e panini, a ripensarci abbondantemente ubriachi, altri loschi individui che volevano per forza venderci i biglietti, che gia avevamo. Altri signori equivoci che facevano la pipi dietro le colonne, a ripensarci anche puzzo di piscio. Guardavo mio padre perché mi desse sicurezza, e il suo sguardo mi diceva qualcosa de tipo, si ci sono anche queste persone, io non avevo una grande esperienza del mondo, ma stai tranquillo siamo tutti qui per vedere la partita. Il collega di mio padre che aveva organizzato il viaggio era una persona piacevole quantunque fascistone, grande narratore di aneddoti, e la sua figlia, qualche anno più di me, tifosa di gigi riva, io ero un bimbo, lei una ragazza. Ricordo che quando parlava di una persona che conosceva disse “ ottimo camerata”. Io chiesi che significa camerata e non capii molto, ma capii che dietro c’era qualcosa che per qualche motivo non si poteva spiegare.
Non ricordo chi vinse la partita, non ricordo niente della partita, ma se era davvero il 71 lo scudetto quell’anno lo vinse l’inter.



 
mercoledì, febbraio 13, 2008
Sembra che Berlusconi abbia espresso in tv tre o quattro concetti di fondo del suo programma, i soliti capisaldi. Togliere l’ici, smetterla di spaventare i cittadini con questa storia della lotta all’evasione fiscale, con lui si vince come il milan, e lui, nonostante l’età, è il nuovo che avanza e tromba come un trentacinquenne. Si rafforza il timore che con questo articolato programma possa davvero affascinare la nostra italia.

Assaggio birra. Sa di birra, è gia un risultato. Come quelle etichette del vino che dicono profumo vinoso. Un pò amara, scarsamente luppolata. Si appesantisce sul finale. Utili ancora una quindicina di giorni di elevazione in bottiglie di vetro.



 
mercoledì, febbraio 06, 2008
Il mondo è strano perchè in un mondo senza acqua non esisterebbe il mestiere di idrauilico, ma probabilmente in un mondo senza malattie esisterebbe lo stesso qualcosa di simile al mestiere di dottore.

Ho lavorato questa notte, ma il mondo non ha avute bisogno di me. Questo è bello, lavorando avrei potuto dormire. Lo ho fatto poco e male, in modo insufficiente. ma va bene cosi.

Tornato a casa ho visto che era il momento di accendere un bel fuoco, avevo una quantità impressionante di canne da bruciare, gli scarti delle canne, le potature degli alberi, eccetera. Accendere ce ne è voluto, ma poi quando il fuoco ha preso bene, mi chiedevo che significa quando dicono "bruciati in borsa milioni di euro". Forse lo devo chiedere a Potossolo, unica persona che conosco che può darmi una risposta del genere e plausibile.

Adesso fra il fuoco e la notte sono molto stanco, ma viene il signore ce poterà ancora gli alberi. Mi piace starlo a guardare. E mi piace che quando è preso dal lavoro parla con gli alberi. E' tutto un dialogo con i rami, con i talli, la scala, eccetera. " Te non mi piaci costì, ti taglio!" , " la scala mai all'interno!", " e vaai , così mi garbi di più".

Lui taglia io brucio. Mi ha detto che ho l'occhio per la potatura. un pò mi ha voluto compiacere, ma mi ha fatto lo stesso piacere.

Non firmata come una stella qualsiasi del firmamento.



 
martedì, febbraio 05, 2008

Con la dimessa megalomania che a volte mi contraddistingue, pensavo che a volte mi sento un Grande Cronicizzatore.


Sempre con lo stato d'animo di sopra pensavo anche che se avessi la voce, un pò di anoressia ed uno studio di registrazione, un disco come l'ultimo di P J Harvey lo potrei fare anche io. 


Sempre con la solita dimessa megalomania, infatti, dopo qualche ascolto non mi dispiace nemmeno.


La sera dell'ultimo dell'anno in macchina mia figlia ed una sua amica me lo hanno dileggiato ferocemente.  Oggi lo riascoltavo e non posso non pensarci.  E' frutto unico del suo innamoramento per il pianoforte.



 
amilga
ansuini
babette
balene in fuga
bestiario
Brulè
cassiodorov
E.l.e.n.a..
Elena-Andromaca
EssediK
fedex
francesco ghezzi
gloriagloom
gregorio facile
ifiglibelli
inchiostrando
Ireneladolce
Ironica
lame rotanti !
linea gotica
Lovebone
masioavessiprevisto
ombresovrapposte
Petarda
Prufrock
pulsatilla
Q.ella ( Chedd)
Ross Cutgrass
ruben paz
SettoreInter
spad
Strepitio di Vetri
THIRD
venerandi
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