Artur Scantini Blog

mercoledì, agosto 30, 2006
Il mare mosso può avere i colori di un gatto
e la scala frigia dei suoi capelli neri
mi sta scrivendo che le isole sono fatte di scale
Scrivimi scrivimi ancora
forse più tardi passerà
questo sentirmi con le alghe
puntate alla tempia


 
Mal sopporto quel sistema che quando scrivi gli sms ti completa da solo le parole. Ieri però al risveglio sentivo il mare come succedeva alcuni anni fa. Volevo scrivere rumore e lui, il Sistema, ha scritto suono. Provate.

Quando qualcuno del personale del traghetto ti riconosce fa piacere perchè senti di avere avuto un ruolo produttivo, su quell'isola, inteso come di una qualche utilità. E ricordi i rumori della nave, il colore delle prime rocce. La tua Sea Song. Ad aspettarmi sul molo c'è un Ape. Vorrei montarci sopra, magari dietro, ma ho la macchina e allora ci monta mia figlia.

Non vorrei scadere nel patetico e magari questo lo scrivo nel taccuino più privato, cioè generalmente quello più patetico, forse è che non avevo dormito la notte, ma ho vissuto due giorni in uno stato di confine fra i tentativi dei ricordi, l'oblio ed il rincoglionimento.

Del resto è il posto stesso che ti spiazza e ti sorprende, questo lo ricordavo benissimo, da una parte vento ed onde, da quell'altra mare calmo. Ho ricordato e rivissuto queste coesistenze.

Al ritorno speravo di incontrare , per caso, qualcuno che sapevo non poteva esserci, ma era come uno stato di magia imminente, un rincoglionimento forse. Poi è arrivato il macchinista e mi ha detto qualcosa, mi ha salutato ed è tornato di sotto.




 
venerdì, agosto 25, 2006
Chiudiamo fuori tutti i pensieri, ma poi ricordiamoci di riaprire la porta.

L’uomo che amava tante donne discutendo con una di queste ebbe a dirle : - almeno non potrai dire che nei miei pensieri ti ho fatto soffrire di solitudine.

Se siamo quello che mangiamo, è probabile che nell’aldilà saremo quello che cachiamo.


 
Interessanti forme di vita fra il primo ed il secondo strato di un doppio vetro.

 
giovedì, agosto 24, 2006
Quando faccio qualche bella salita in bicicletta, oddio, colline, non è che faccio il Galibier, sento il bisogno di fermarmi al bar in cima e farmi un bel birrino. Forse per fugare il timore di un eccessivo salutismo. Per rimarcare il fatto che vado in bici perché mi piace, non perché sia salutare.

IL CORSO

Due giapponesi interessate alla coltivazione del pomodoro mi hanno mandato una mail scritta in un italiano perfetto chiedendomi di poter essere accolte presso la mia azienda per un corso intensivo sulla coltivazione del pomodoro. Sarebbero interessate ad acquisire sul campo le tecniche di base di tale coltivazione. Ma io non sono un maestro, non faccio corsi e non saprei come alloggiarvi. Vi mando l’indirizzo di mio cognato che ha un bell’agriturismo qui vicino. E’ il posto che fa per voi. Ok mi hanno risposto entusiaste, siamo ancora piu interessate. E cosi dopo tre mesi arrivano le due giapponesi, precedute da telefonate incuriosite fra me e mio cognato. Cazzo, se ci mettiamo possiamo essere zen pure noi! E tutto uno scambio di opinioni perché secondo me non dovevamo essere troppo zen perché avremmo snaturato il nostro agire e loro non avrebbero colto quel non so che di esotico ai loro occhi ed alle loro culture. Ma mio cognato mi ha detto che era una stronzata, ed in parte, ammettiamolo, era vero. Lui invece sosteneva che dovevamo metterla un po’ sullo zen per venire incontro alla loro sensibilità, giocare sul loro campo. Ma io gli fatto notare che anche questa era una stronzata. Ed anche questo era in parte vero. Insomma ne abbiamo convenuto, e nel frattempo sono arrivate. La lingua non è stato un problema. Sorridere ed agire. Poi loro sono giapponesi ma abbastanza occidentalizzate. Noi due , fermi culturalmente ai film di Totò e Peppino, ci aspettavamo due vestite come le geishe dei film di 007 e invece queste erano vestite come noi, anzi molto meglio, e parlavano l’inglese benissimo, una anche un po’ di italiano di cui aveva all’uopo fatto un corso intensivo in 10 giorni. Se la cavava benissimo col cibo, argomento peraltro sul quale mio cognato comunicherebbe senza problemi anche con un uzbeco. Evidentemente i corsi intensivi di italiano in giappone privilegiano la parte alimentare e questa mi sembra una buona strategia nel campo dell’apprendimento. Insomma è stato un bel periodo. Loro alloggiavano da mio cognato. Facevano colazione lì e mettevano sempre tutto in ordine. Una bellezza vedere quando uscivano dalla camera. Io andavo per le lezioni. Ci siamo divisi le competenze, per cosi dire, didattiche. Io facevo la parte teorica, l’inquadramento botanico, così, alcuni cenni. Poi le varietà mediterranee principali. Lui la parte più operativa. La messa a dimora delle piantine, le cure, l’annaffiatura, eccetera. Nei momenti liberi andavano a visitare la città. E’ stato bello quando hanno affittato una macchina, ma si sono rese conto che la macchina era tutta diversa dalle loro che , dice, non hanno il cambio. Così mio cognato ha fatto anche alcune lezioni di guida e questa è la cosa che lo ha divertito di più, in fondo. Alcune sere andavano a cena fuori, ma il più delle volte preferivano cenare lì. E qualche volta sono andato anche io. Mangiavano di gusto ed una beveva pure di gusto.Una sera volevano cucinare loro, ma le nostre mogli lo impedirono. Qualche volta è venuto fuori qualche accenno di gelosia, ma solo sfumato, perché loro lo sanno che siamo due bonaccioni. E lo sanno che ci divertivamo a fare un po’ i maestri, un po’ i padroni di casa. Mio cognato fa anche un po’ l’italiano seduttore. Io questo aspetto no, ma non rinnego gli altri.
Una poi si è anche fidanzata con il ragazzo tedesco che abita vicino a mio cognato. Questo deve essere successo uno degli ultimi giorni. So che continuano a scriversi mail su mail.
Insomma è stato un bel periodo. Loro si fanno vive ogni tanto. L’altro ieri mio cognato mi ha chiamato e mi ha fatto vedere che gli è arrivato un libro, un bel libro illustrato tutto scritto in giapponese. Parla di bei luoghi di villeggiatura in Europa dove fanno corsi di agricoltura e cose del genere. In una pagina centrale c’è la sua fotografia sulla porta di casa. A me non mi hanno messo, ma sono citato. Il Professor Artur, dice, che ci parlava del pomodoro fiorentino e del canestrino. La parola zen non compare. E tutti e due abbiamo detto sorridendo: hai visto?

*****


Dal Moleskine di KATHRIN 2305( http://www.flickr.com/photos/98657307@N00/ )



 
mercoledì, agosto 23, 2006
Riflettevo sul perchè è più facile che gli amori nascano in lavanderia che in rosticceria.

Corso di coltura domestica del pomodoro per ragazze giapponesi.

Anche noi, se ci mettiamo, possiamo essere zen.


 
lunedì, agosto 21, 2006
Autocompiacimento. Mi piace come negli anni si è stratificato e differenziato il mio cassetto delle posate. Un inno alla biodiversità.

Oggi mi hanno telefonato dal lavoro dicendo che non c’era bisogno che andassi. La piacevole sensazione di inutilità è svanita in un momento quando mi ha telefonato l’elettricista dicendo che non veniva.


 
Chi utilizza il verbo “orgasmare” non la merita quella cosa lì.



 
domenica, agosto 20, 2006
Correndo, sulla strada, si trovano sempre piccole testimonianze di storie. Due braccialetti di cuoio strappati, le scritte per il ciclista con riferimenti personali, un nastro di cassetta sfilacciato, 5 o 6 cd di cui due rotti, un taccuino inumidito.

La mia amica B. ha trafugato dei peperoni in un giardino botanico di Madrid e me li ha messi in tasca.

Più che una pioggia si trattava di una pioggina.

Due galli in un pollaio, si sa, danno problemi. E tre galli in un vicinato ?

Perdono il linguaggio di certi recensori di ristoranti soltanto perché immagino che, oltre a mangiare, abbiano anche bevuto.

Cercasi lettori di libri pornografici per sottoporli ad alcune domande volte principalmente a chiarire il quesito perché un libro e non un giornale??













 
venerdì, agosto 18, 2006
Ancora pagine del taccuino di Kathrin2305







 
Col tempo mi si sono selezionati alcuni taccuini Moleskine che tengo disordinatamente in giro in posti diversi e su cui appunto queste ed altre noticelle. Ognuno sembra avere dei contenuti particolari, peculiari ( pur nella globale, a volte lo riconosco, assenza di contenuti veri propri ). Rifletto, ancora una volta, sul caso e sulla selezione naturale. La caratteristica comune a tutti i taccuini è la presenza dell'elastico slabbrato, un pò come la riflessione.
Ho scoperto casulamente che c'è chi sul Moleskine annota queste cose stupende e colorate. Mi dispiace di non sapere mettere il collegamento, ma chi è interessato può andare a vedere questa pagina
http://www.flickr.com/photos/98657307@N00/
L'artista, che gentilmente mi ha dato il permesso sdi mettere qui le immagini, si chiama Kathrin2305








 
mercoledì, agosto 16, 2006
E' morto Totto. Cane libertario, finchè ha avuto forza se c'era un cancello da scavalcare lo ha scavalcato. Finchè c'erano lepri da inseguire le ha inseguite.





 
Appello dell'Ordine dei Benedettini:
Per rispetto del Santo si pregano i gentili fedeli di non utilizzare giammai acqua San Benedetto per sciacquarsi i genitali.




 
martedì, agosto 15, 2006
Totto è in fin di vita. L’altro ieri ho sognato che si avvicinava alla ferrovia, passava un treno ed io subito ho pensato adesso si butta sotto. Ero spaventato. Invece ha fatto un salto, era un merci, ed è salito dentro al volo. Mi guardava e si è allontanato così.

Quando riapro il rubinetto e spero che sia tornata l’acqua calda soltanto perché mi merito per chissà quale diritto acquisito un miracolo, anche un piccolo miracolo, penso alla leggenda del Santo Bevitore. E mi dico che potevo bene diventare un alcolista. Il miracolo è che non lo sono diventato. E così via.

I due protettori di Lisbona sono Sant’ Antonio e San Vincenzo. La città mi piace ed è l’unica dove c’è una statua di San Vincenzo ( san Vicente di Saragozza ). Lo stemma della città raffigura la nave che porta i resti mortali del santo in città scortata a poppa ed a prua da due corvi. Era un santo poverello. Da un pò di tempo mi interessano le vite dei santi.









 
lunedì, agosto 14, 2006
A Lisbona c'era una taxista che guidava veramente bene, non so spiegare come, ma era una guida sostenuta, diretta, non veloce ma nemmeno piano, giusta , una linea sopra la soglia. Andava bene.

Mi ricordo una notte d'estate. Non era un temporale. Era Zeus che aveva acceso le luci psichedeliche.

Insonnia. Le zanzare stanotte avevano la suoneria polifonica.

Mi corre un pensiero ai ricordi che non saranno mai più ricordati.

Una volta qualcuno mi disse che potevo ricordare vagamente Woody Allen. A parte tutto il resto, a differenza di Woody non ho mai sposato nè Mia Farrow, nè Mia Figlia.












 
sabato, agosto 12, 2006
Taccuino vacanze ( parte 2 )

Dormire sul treno è come viaggiare alla velocità della luce, quel discorso che si ferma il tempo o al limite torna pure indietro.

In Italia le ragazze hanno la tendenza a far vedere le mutande. In Spagna le tette.

In una bella città del Portogallo, Evora, ho visto una donna con un vestito fatto all’uncinetto, praticamente a rete. Evidentemente aveva la tendenza a far vedere sia le mutande che le tette.
Poi mi sembra di averla rivista cinque giorni dopo a Lisbona. Ma devo dire che ero molto concentrato sul vestito, per cui non sono sicuro che fosse proprio lei.

Obrigadinho. Nosferaldo III ° , seldom .

Su un tram di Lisbona c’era un ragazzo italiano che faceva il pellegrinaggio a Santiago di Compostela. Ho scoperto che i pellegrinaggi attuali si possono fare concedendosi delle soste e delle divagazioni, e mi è piaciuto questo concetto.

Una certa conoscenza delle canzoni di Jobim aiuta un poco a cavarsela con la lingua. Per mangiare e bere, però, è meglio il pugliese.

Comunque sentito parlare, contrariamente a quanto immaginavo, è più sensuale lo spagnolo che il portoghese, alla faccia, appunto, di Jobim.

Ho sentito una canzone di Chesnutt in cui lui ad un certo punto dice “spero che sia così” ed una specie di coretto femminile risponde “noi sappiamo che è così!”.
Il vecchio tema le donne lo sanno.























 
mercoledì, agosto 09, 2006
Taccuino Vacanze 2006 ( parte 1)

Quello che i francesi fanno con le baguette io lo faccio con le mappe delle città. Deve essere per questo che ho problemi di orientamento.

Sono un tipo che guarda sempre avanti. Deve essere per questo che ho problemi con la retromarcia.

L’unica cosa che ho tendenza a trasgredire sono i silenzi stampa.

Le città si possono guardare anche dal punto di vista dei giardini e dei parchi. Madrid e Lisbona sono due città molto belle.

Il giorno che è stato assegnato lo scudetto all’Inter ero in un bellissimo parco a Madrid. E c’era gente che scopava all’aria aperta.

Un giorno Pessoa a Lisbona ebbe una specie di illuminazione e scrisse di getto circa trenta poesie. Un momento irripetibile. Probabilmente Pessoa non aveva bambini.

Adesso che ci penso una volta successe anche a me una cosa del genere. Smontavo da una notte. Però non avevo il taccuino e le dimenticai, tranne una che parlava della luna, ma non era un granchè. Però fu li che nacque l’eteronimo di Isaac Renzi. Adesso che ci penso Isaac Renzi forse è morto.

Il pollo in Portogallo si chiama Franco.


















 
martedì, agosto 08, 2006




 
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