Artur Scantini Blog |
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sabato, dicembre 31, 2005 |
Dopo una 15 di anni prima o poi doveva capitare di lavorare per l'ultimo dell'anno. Ringrazio le tecnologie attuali se posso sentire un pò di soul music, poco ed a basso volume, se posso scrivere sul blob ed inviare e ricevere messaggini , eccetera. Ringrazio anche il "capo" per la bottiglia di champagne sulla scrivania ed il bigliettino. Brinderemo a mezzanotte con questa banda di matti cercando di trattenersi con il rumore. Rincasando domattina respirerò l'aria del nuovo anno e mi infilerò a casa ad abbracciare la mia famiglia. Fino a venti minuti fa non lo credevo, ma adesso si che mi è presa un pò di tristezza. posted by Scantini | 20:46 | commenti (9) |
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venerdì, dicembre 30, 2005 |
Da un taccuino del 2000 ad una fine anno 2005, mi piace mettere questo revival che risale ad una venticinquina di anni fa. Insomma il passare del tempo, il permanere delle cazzate. La sua lettura o non lettura nulla toglie a questo blob, ma mi piaceva metterlo qui e ora. Domani è l'ultimo giorno dell'anno. Io lavorerò, anche la notte. Mancano ancora i best dell'anno, temo che li stilerò fra qualche giorno. Insomma tanti auguri di Buon Anno a tutti voi che leggete. (.....) da un taccuino del 2000: ( revival però di molti anni prima ) A volte ritorna una forte spinta a ristabilire contatti con persone, canali di comunicazione. Ricordo alcuni periodi all'università. Giravo con l'agenda, mi fermavo alle cabine per telefonare, cercavo compagnia. E non esistevano i telefonini! Chiamavo per lo più ragazze. Ma non solo. Mi sentivo di tessere una rete. Coltivavo i rapporti e le amicizie. Ponti su fiumi. ....... Quando si fermava la luce la sera di estate, poco prima che cominciasse a far buio. C’era una improvvisa silenziosità e sentivo quel verso assente dei gabbiani. Allora uscivo, ricordo il rumore del portone che si chiude. A volte non si chiudeva e bisognava spingerlo. Agli occhi, dopo le pagine dei libri, piaceva quella luce. Guardavano alla ricerca di una animazione, della vita negli sguardi delle ragazze. Le riviste all'edicola, il negozio di strumenti musicali, il bar all'angolo. A volte suonavo a casa di M. Mi piaceva sedermi in un salotto con divani e tappeto. Con il contenitore di vetro dei cioccolatini. Una casa vera, arredata. Sua madre che talvolta spuntava forse un pò curiosa. Mi piaceva quella piazza, quasi dietro casa mia. Spesso la immaginavo dietro al palazzo ed al cortile che vedevo dalla finestra. Dietro ad altre finestre alle quali non si vedeva mai nessuno guardare o leggere un libro, o semplicemente passare per qualche secondo. ......... Ricordo la scrivania ad un metro dalla finestra. A casa mia. Diciamo casa. Poca luce. Accanto alla finestra un'altra scrivania più piccola su cui erano appoggiati i libri di studio, quelli grossi. Li vedevo sempre fermi, a differenza dei libri più vivi "di lettura", che cambiavano spesso posizione, lasciati spesso asimmetrici, come abbandonati, ma senza che questo costituisse un fastidio alla vista. Libri fermi e libri in movimento. Più in la, addossata all'altra parete, ancora una scrivania. Qui ci stava lo "stereo", un impianto per i 33 giri veramente low fi. Ovvero loffio. Lo pagai con i risparmi di qualche mese quando mi accorsi che era piu di un anno che non ascoltavo un disco. Corsi a comprare Marquee Moon e me lo sparai a volume piuttosto alto e fedeltà molto molto bassa. ....... Di fronte a questa scrivania c'era un divano. Ricordo sempre le dormite intense di 20 minuti in cui riuscivo a telecomandare i sogni. Sognavo a volontà e mi svegliavo pimpante e riposato. Spesso mi chiedo come facessi. Un disco frusciante era di ausilio alla pratica. Non c'é CD che sia in possesso di tali poteri, almeno attualmente. Dietro, alla parete, una stampa con raffigurato un quadro di Utrillo. Colori scuri, specie quando pioveva mi metteva malinconia. Spesso mi sedevo lì per appuntare qualcosa sui taccuini. Specie nei momenti di malinconia, che non mancavano, anche se poi passavano sempre abbastanza in fretta. I quaderni celesti. Molto spesso non riuscivo a scrivere nulla, e non perché non fossi malinconico. Ho sempre avuto poca fluidità. Di scrittura, figuriamoci di parola. Ho sempre pensato che Utrillo, da come dipingeva, dovesse essere un bevitore. Ma non so se ciò costituisca verità storica, o qualcosa di vagamente interpretabile, personalmente, dico. ***** Poi, quando uscivo dirigendomi nell'altra direzione. Ricordo alcune domeniche mattina. Altro bar d'angolo, il ponte, quello meno familiare. Qui, non so perché, assolutamente non lo so, ma mi viene in mente un disco di Jannacci. Forse anche qui centra qualcosa una leggera malinconia. Proseguivo altro angolo ed altro bar piuttosto fatiscente. La fatiscenza non mancava. Prendevo il caffé una volta in uno, l'altra in un altro variando, perché non volevo dare l'idea di un abitudinario che tutti i giorni assume la dose, insomma come se mi vergognassi di fare la figura del dipendente, e poi da caffeina. Stupido! La strada mi portava a casa di S. Che emozione. Quattro ragazze. Ognuna la sua storia, le loro vite. Ognuna i suoi libri e le sue musiche. Lei aveva qualche anno e tanta esperienza in più. Beh, indovinate a cosa alludevo dicendo “esperienza”.. La ascoltavo affascinato, la guardavo. Era proprio di estrazione anni 70. Maglioni ed assemblee. Riflussi, ecc. La ascoltavo e immaginavo. In cucina mi offrivano il caffé. I gatti saltavano. Anche i discorsi. A volte più i gatti, altre più i discorsi. Altre ancora i miei "nessi associativi". Fumavano tutte, io non avevo esperienza di fumo. Talvolta comparivano personaggi un pò equivoci, con un certo fascino. Rimanevano lì a dormire. Poi sparivano. Io non facevo domande, continuavo ad immaginare. ...... Altro angolo ed altro bar. Da quante angolazioni si possono osservare dei ricordi! Dietro la stradina dove abitavano gli "udinesi". Un saluto, un altro caffé, un ascolto del B. che componeva alla chitarra. Un occhiata appena arrivato per vedere se c'era L. Di solito le bottiglie della sera prima, vuote, e i piatti sporchi di almeno una settimana. Le feste a casa loro, quelle del divano. Le tette di L. meriterebbero un paio ti taccuini a parte. Ed anche le cartoline che mi scriveva ( peccato che poi oltre alla sua c'erano sempre firme di altri ragazzi...) ..... La zona del teatro, le file per l'abbonamento. Sempre meglio delle file per prendere i primi posti all'esame di dermatologia. Dalla sera prima: notti con il sacco a pelo. Radio e cassette. Querce e melanomi. ....... D'estate la sera andavo allle piagge, ai giardini per le feste dell'unità. La passeggiata sotto gli alberi che costeggiavano il fiume. Primo e secondo bar ed alla fine del viale ancora il terzo ed ultimo. Il primo prevalenza di "scoppiati", nel secondo di anziani e l'ultimo di fighetti. Andata e ritorno. Era una specie di gita fuori porta a due passi dal centro. Domeniche pomeriggio con radiolina e partite. Li dietro il piccolo cinema. Ricordo la gara per cantautori che vinse G. Non ricordo più la canzone. Peccato, era bella. ...... Le file alla mensa ripetute come un rituale. Replicazioni serali e seriali, come catene duplicanti di acidi nucleici. Stesse persone, stesse sequenze, stessi discorsi. Alanina, guanina ecc, ecc. ..... Difficile localizzare nel tempo questi ricordi. Primi o ultimi anni. Ho l'impressione di un periodo "compattato" eppure sono stati quasi 10 anni se si considera la specializzazione. Questi ricordi, comunque, a pensarci meglio, riguardano sopratutto i primi, quelli pre fidanzamento. Dopo sono altri ricordi, in effetti. Ma ora non ho voglia di differenziare. Scrivo un pò come viene, cercando di seguire per un pò un ricordo quando arriva, e poi lasciandolo perdere aspettandone un altro. ....... Ricordando in musica del primo periodo direi Television, Costello, Tuxedo Moon. Del secondo XTC, P. Simon, M. Gaye e soul in genere. Ma é una schematizzazione eccessiva. Fra qualche giorno ci voglio ritornare sopra. Può darsi che i nomi cambino anche di molto. ..... Sotto al carcere e poi in via B. , la via più umida d’ italia. Primissimi giorni carichi di attesa. Carichi di foglie cadute a terra e di pioggia. L'elemento acqua fu il primo toccarmi ed ad attirare le mie attenzioni. Diciamolo pure, a....bagnarmi. ..... ricordo l'angolo in cui scrissi una poesia di poche lettere su M.P. che andava in biciclette. Ho detto M.P., coi punti come nei diari in genere, ma la conoscevo appena. La poesia la ricordo ancora, parlava di mani di corda, ma le poesie non mi sono mai piaciute, figuriamoci le mie. Ero arrivato da due giorni e mi invitarono al teatro. Mi sentivo all’inizio di una avventura intellettuale , di una scoperta. In seguito i contenuti intellettuali si sarebbero fortemente ridimensionati, scontrati con bisogni più limitatati, le file alla mensa, le piccole meschinità, e gli umorismi ad esse legati. ...... Per sedersi sul muro dell'argine si doveva spiccare un bel salto. Il cappotto non aiutava, ma c'era l'agilità. posted by Scantini | 16:56 | commenti (5) |
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Babbo Natale mi ha regalato un bellissimo sassofono. E' qualche giorno che mi chiedo quale possa essere l'omologo di Smoke on the water per il sassofono, il frammento che il 92 % dei neochitarristi elettrici della mia generazione provano a fare sullo strumento immacolato. Ho deciso che per il momento sarà Desafinado di Jobim. Parlando al momento della scelta con quello del negozio, che mi ha fatto un piccolo corso di tecnica in 10 minuti, mi chiedeva se preferivo il suono del contralto o del tenore, Coltrane o Parker? Veramente se potessi mi ispirerei a Sonny Rollins, ma certo anche Cannonball Adderley non era male. Comunque vada per il tenore, e per ora mi accontenterò di ispirarmi a Dexter Gordon!! posted by Scantini | 15:26 | commenti (6) | |
posted by Scantini | 12:41 | commenti (2) | |
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sabato, dicembre 24, 2005 |
Un sereno Natale ed un grazie ai lettori anche da parte di Lornotta, Cocco, Cait e Lucinda che sentono molto la festa, si sono sistemate per bene, ascoltano Mozart e Stevie Wonder, e stanotte si addormenteranno sereni sull'albero di Natale. posted by Scantini | 16:41 | commenti (12) |
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giovedì, dicembre 22, 2005 |
Quando uno è alla frutta è perchè intimamente gli mancano le vitamine. Ho ritrovato cinque poesie di Isaac Renzi, le avevo dimenticate, le ripropongo qui su questo foglio più bianco. Baciato dalla luna nel camino provavo a ricamare la sua coperta di cenere nel foglio dove scrivo il tuo ricordo **** Oggi mi hai apparecchiato una tavola con le zampe di elefante e la tovaglia a fiori colorati alla chitarra sullo sfondo c'è Garcia il tovagliolo lo metto sulla testa? si beve bene e forse poi si canta e passami lo sformatino alla canapa ***** Per un improvviso aumento di conduttanza mi girarono le palle e mi lascia andare non fui io ma chiedi a quegli ioni ho detto le palle, ma intendevo i coglioni ****** Una persona mi disse tu non hai bisogno di un arredatore per l'anima ma di un geologo A seconda dei periodi la capisco differente a volte ho pensato ai terremoti adesso forse ai rabdomanti o alle falde, o faglie, non so e allora perchè non un paleontologo che certe volte mi sento un pò estinto in bilico sul triassico come al circo …….. All’isola un mare senza preparazione Niente viali di pini, o vegetazione Che si fa sabbia o scoglio, abituata ad anfratti Niente terra che diventa ciottolo rotondo Soltanto una comparsa aspettata, senza prodromi, del mare. Semplicemente fatto di acqua salata di piccole onde scurite a scaglie. posted by Scantini | 23:33 | commenti (4) |
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Sah Prova, ssahh.... sahh.....prova.... prova per inserimento link Se l'operazione va in porto ringrazio Ezraz Beh, insomma, necessita di qualche ritocco, ma siamo sulla strada giusta! posted by Scantini | 14:49 | commenti | |
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Spero che quest'anno per natale qualcuno mi regali il Muffa Stop.
Primi ascolti: durante la registrazione dei primi brani del recente cd di Rava, Bollani, Motian , quest'ultimo si deve essere appisolato. posted by Scantini | 12:49 | commenti (4) | |
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mercoledì, dicembre 21, 2005 |
Se non ho capito male con tutti i semi di ipomea violacea ( il convolvolo azzurro, praticamente il vilucchio ) che mi cresce nell'orto in primavera-estate, potrei organizzare l'edizione 2006 dei Misteri Eleusini.
posted by Scantini | 00:46 | commenti (4) |
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martedì, dicembre 20, 2005 |
Il recente disco dal vivo alla Carnegie Hall di Monk con Coltrane, rimasto finora inedito, ed uscito prima di natale, avrebbe tutta l’aria di essere un falso. Coltrane è comunque fantastico e Monk va comunque per i fatti suoi. Basso e batteria sembrano programmati. Ce ne fossero di falsi, comunque. posted by Scantini | 14:43 | commenti (7) |
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lunedì, dicembre 19, 2005 |
Certe volte invece si sentiva come se le ghiandole salivari cominciassero a secernere sudore. posted by Scantini | 19:19 | commenti |
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Nei minuti di recupero della mia vita forse metterò dentro un attaccante per un centrocampista. Oltre alla galizia ed alla carinzia, un’altra regione che suona un po’ mitica è la prussia. posted by Scantini | 17:56 | commenti (3) | |
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venerdì, dicembre 16, 2005 |
Certe volte si sentiva come se le ghiandole sudoripare cominciassero a secernere saliva. Due giorni fa è passata la fiaccola olimpica davanti alla scuola dei bambini. Il Morillo ha suonato e l'ha detto alle maestre. Quindi tutti i bimbi sono usciti sulle scale ad aspettare il passaggio. Quando è arrivato il corridore urlavano forte e battevano le mani. Lui li ha salutati con la fiaccola e loro erano contenti. A me veniva un pò di commozione. Al Morillo non lo so perchè faceva le fotografie , ma penso di si. Più in là c'era scritto sul muro boicottiamo le olimpiadi e la coca-cola, ed io pensavo che non è giusto boicottare le cose buone, boicottiamo quelle cattive semmai. Sono fatto così. posted by Scantini | 16:08 | commenti (4) |
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giovedì, dicembre 15, 2005 |
Disegno di Marika Benini ( www.soqquadrerie.splinder.com ) per il Reality Il Pollaio
posted by Scantini | 23:09 | commenti (2) |
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mercoledì, dicembre 14, 2005 |
E' quasi pronta la compilation Natale 2005. Chi è interessato lasci l'adesione nello spazio commenti. Anche quest'anno prevale il "melenso", come categoria estetica. Del resto la autentica compilation di Natale ha da essere melensa, come già ampiamente disquisito. A prova di aggiotaggio. Consentitemi, non senza una certa ritrosia, inoltre, un messaggio autopromozionale. Per natale regalate il Reality- Il pollaio, di Artur Scantini, con i disegni di Marika Benini ( www.soqquadrerie.splinder.com ). Scoprite come all'indirizzo www.ifiglibelli.com. Scusate se ancora non so mettere i link automatici. E scusate se nella prima edizione era sbagliato l'indirizzo del blog della stessa Marika. Mi chiedo se, con tutte queste scuse, non sia forse passibile di aggiotaggio, o, quantomeno, di agiotaggio !! ?? L'aggiottaggio è aforistico, l'agiotaggio è aporetico. Anzi ateotetico, e adesso che ci penso, pure un pò un pò apiretico.
Un saluto da Cait, Cocco, Lornotta e Lucinda. posted by Scantini | 17:15 | commenti (9) |
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Vi fidereste di uno che è inquisito, oltre che per truffa, truffa aggravata, appropriazione indebita, anche per agiottaggio ed insider trading??
Ne conosco un paio che scenderebbero in piazza contro la porno-tax. Certe volte si sentiva isolato e finito come un pezzo di terra in mezzo ad uno svincolo della superstrada. posted by Scantini | 14:25 | commenti | |
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martedì, dicembre 13, 2005 |
l'immagine è tratta da un bel blog di disegni http://www.cadernodedesenhos.blogspot.com/ posted by Scantini | 18:58 | commenti (1) |
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....“L’aforistico e l’aporetico relano con la volatilità della musica popolare, generando mondi immaginari, a beneficio della gente. Tutto quanto esiste nella mente di Eno è regalato, esibendone il surrealismo esuberante, lo stile vocale disarmante e scivoloso, mentre ogni brano di Another Day possiede una struttura matura, idiosincratica, solipsistica. La scrittura di Eno è concisa, aproblematica, soluta e risoluta nell’ingaggiare un darwinismo neurale nell’ascoltatore, provocandone l’attività modulare senza soddisfarne l’esplicitazione, visualizzata sinapticamente. Un campo d’azione più scientista che estetico, se è vero che Leonard Cohen emerge da Going Unconscious, ma soltanto per epifania neurotrasmissionale; ovvero, si attenda il fantasma di Ian Curtis (o la rassegnazione di Wyatt) in Passing Over, dove l’over è carontidea ai lidi del sogno e dell’incubo, dove gli stigmi vagano acefali (How Many Worlds) tra i violini di Nymann. Il respiro catartico di un Alifib wyattiano, ancora, sigilla (Bone Bomb) l’ennesimo esperimento (riuscito) di lumescenza, di scienza e coscienza, in assenza dell’essenza “… ( Antonio Amodei sul sito sentire ed ascoltare ) In genere non mi piace prendere in giro le scritture degli altri. Però si possono leggere anche recensioni come questa. Mi sono ricordato di una specie di diario di Eno pubblicato dalla Giunti qualche anno fa ( Futuri Impensabili). Fra qualche spunto, l’unica cosa che mi ricordo è quando appuntava che aveva incontrato Costello o Bjork dentro la sauna. O quando doveva ricordarsi di comprare un regalo alla figlia. L’ultimo disco di B. Eno ( Another day on heart ) ha fatto pensare anche a me in più punti a Wyatt. Però come un po’ sfibrato dalle troppe saune. L’ultimo disco di Eno non riesco ad ascoltarlo con serenità, mi induce noiose, quasi obbligate, riflessioni sul tempo che passa. Il tempo di una trentina di anni. In alcuni punti mi piace, nell’insieme sembra fatto in stanze diverse di diversi alberghi. O nelle saune e centri benessere, con le moquette un pò bagnate. Oppure con idee che non si erano concretizzate ai tempi di Another green world. E lo fanno oggi sulla terra, fra le potre a vetri. E’ musica che non dovrebbe far pensare ed invece non riesco ad ascoltarla senza pensare troppo. Voglio troppo bene a B. Eno, quindi non è il disco che fa pensare sono io che penso troppo, e per lo più stupidaggini. C’è anche la chitarra hawayana proprio alla Santo & Jonny, la voce canonicamente filtrata, tutta una serie di canonici soprammobili. L’aforistico e l’apodetico. Devo ricordarmi di parlarne con Sergio quando ci troveremo nella sauna fra tre mesi, ammesso che i figli lo consentano. “In scienza e coscienza, in assenza dell’essenza.” posted by Scantini | 18:42 | commenti (5) | |
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Sai quando a volte fai andare le statistiche emozionali. La statistica emozionale di oggi mi dice che la parola che non leggo da piu tempo è “mellifluo”.
posted by Scantini | 12:04 | commenti (6) | |
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lunedì, dicembre 12, 2005 |
Adriano che, marcato da Vieri, segna nei minuti di recupero è stato un momento di grande calcio. Più tardi ho avuto una visione e mi sono dovuto alzare dal letto. Mi appariva Peppino Prisco e mi diceva sorridendo quest'anno nel presepe mettici le statuine di Cambiasso e di Recoba. Se qualcuno sa dove trovarle mi faccia sapere. Altrimenti parto per Napoli.
posted by Scantini | 01:16 | commenti (5) |
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sabato, dicembre 10, 2005 |
posted by Scantini | 22:36 | commenti (4) |
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Oggi pensavo se possa esistere la risata psichica . Cioè disgiunta da qualsiasi manifestazione mimico-motoria. Sto cercando di applicarmi alla stesura di una specie di piccolo "saggio musicale". Al mio collaboratore voglio dire pubblicamente che i lavori procedono, sia pure con lentezza. Voglio inoltre rassicurarlo in quanto l'unica cosa che per ora so è che non conterrà la parola seminale .
posted by Scantini | 13:12 | commenti (1) | |
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venerdì, dicembre 09, 2005 |
Oggi è una giornata fredda, piovosa ed un po’ old fashioned, se fosse un profumo sarebbe Acqua di Selva. Un profumo ormai estinto.
Il tempo di dimezzamento è maggiore per le puzze che per i profumi. Se a Milano assegnano l’Ambrogino d’oro a Bari che danno il Nicolino?? Un giorno mi piacerebbe scrivere l’ode all’Acqua di Selva, da non confondere con l’Acqua Velva, ma vuoi che con le centinaia di migliaia di blogs qualcuno non l’abbia gia scritta? Lo produceva la Victor, se non sbaglio. Adesso faccio una ricerca sui internet. Comunque se anche già l'hanno scritta in fondo che mi importa, non si scrive mica per l'esclusiva! posted by Scantini | 19:08 | commenti (2) |
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mercoledì, dicembre 07, 2005 |
I’ll be your camper. Sarà il titolo del mio nuovo singolo.
Il fascino dei libretti dei teatri dove ci sono le brevi schede dei musicisti classici, con le fotografie. posted by Scantini | 19:31 | commenti (4) |
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domenica, dicembre 04, 2005 |
In certe giornate era così permaloso che quando pioveva diceva che le nuvole gli sputavano addosso. Un ramo legato da un fiore appassito di ibiscus e una zanzara affetta da gigantismo crocefissa sul muro vita che si essicca nelle case e nelle tele
posted by Scantini | 16:19 | commenti (8) |
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Non è che puzzava. Aveva una sua complessità olfattiva. Il bagno turco è un aerosol che ha smarrito i confini dell' Io.
posted by Scantini | 09:20 | commenti (2) | |